mercoledì 26 gennaio 2011

sabato 22 gennaio 2011

L'Assistente di Studio Odontoiatrico: figura rassicurante e non solo

IL RUOLO DELL'ASSISTENTE DI STUDIO ODONTOIATRICO (A.S.O.)

Da diversi anni ci occupiamo con passione di assistere al medico e al paziente all'interno dello studio odontoiatrico




Michela Giunta - ASO Cardea

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Nel seguente articolo potrai sapere di piu' sul nostro ruolo. Attendiamo i tuoi commenti e le tue domande, saremo felici di risponderti


Stefania Torrini - ASO Cardea

Chi è l'Assistente e di cosa si ocupa?

La figura professionale dell'Assistente di Studio Odontoiatrico da sempre affianca il medico in studio e il suo ruolo all'interno del team odontoiatrico ha una indiscussa importanza.

L'Assistente di fatto partecipa a un gioco di squadra mirato al benessere del paziente e dello studio. Il suo ruolo, infatti, non è solo quello di assistere il medico nelle diverse terapie odontoiatriche e gestire tutto ciò che compete uno studio medico, ma anche e soprattutto occuparsi delle esigenze del paziente.

Al concetto di curare (TO CURE) deve associare quello di aver cura (TO CARE)

La competenza e professionalità dell’A.S.O. si evidenziano nella capacità che ha di seguire passo per passo l’operato dell’odontoiatra con cui sta lavorando e nel prevedere e anticipare ogni sua esigenza in base al tipo di trattamento che si sta eseguendo sul paziente (materiale e strumentario specifici già pronti sul tavolo operatorio).

Questo vuol dire aggiornare continuamente le proprie conoscenze paramediche, sia attraverso l’osservazione e l’ascolto dell’odontoiatra, sia attraverso i corsi di aggiornamento specifici. Ciò permette di agevolare e ottimizzare le cure odontoiatriche da eseguire e si traduce, allo stesso tempo, in una visione sicura e competente da parte del paziente che si deve sottoporre a suddette cure.

Quali sono le sue mansioni principali?

In CARDEA crediamo che il paziente odontoiatrico standard non esista, crediamo che ogni persona sia unica, e pertanto reagisca in maniera diversa di fronte a una qualsiasi terapia odontoiatrica

Ciò che accomuna tutti i pazienti, tuttavia, è uno stato d'ansia e una tensione di base che accompagnano il “non sapere a cosa andrà in contro” e la paura del “proverò dolore?”. Il paziente, pertanto, osserva attentamente tutto ciò che lo circonda in cerca di fiducia e sicurezza e il suo giudizio si basa soprattutto su quello che vede.

Per tanto sono diverse le mansioni dell’Assistente:

1) ACCOGLIENZA E DISPONIBILITA'

Il primo ruolo dell' A.S.O. è accogliere il paziente con gentilezza e disponibilità.

Tale accoglienza deve avvenire in una struttura odontoiatrica dove la cura dell'ambiente (sala d'aspetto, servizi, unità operative ecc...) deve essere lo specchio dell'attenzione e della competenza di tutto il team odontoiatrico.

In quest'ambito rientrano, ovviamente, anche l'atteggiamento professionale e la cura dell'aspetto.

All'accoglienza, il paziente verrà ascoltato con pazienza e inserito nella banca dati dello studio tramite la compilazione della cartella clinica.

L'Assistente provvederà poi ad accompagnarlo all'interno dello studio odontoiatrico ed a farlo accomodare sul riunito.

Come già detto precedentemente, il paziente sulla poltrona non è mai completamente tranquillo e a suo agio, pertanto è importante che trovi un ambiente disponibile e accogliente per poter acquisire quella sicurezza e fiducia che sono indispensabili per iniziare il percorso odontoiatrico più adatto alle sue esigenze. La collaborazione paziente-team odontoiatrico è infatti prerogativa indispensabile se si vogliono ottenere dei risultati positivi.

2) GESTIONE DEL TEMPO

Il secondo ruolo dell'A.S.O. è gestire nella maniera più corretta il tempo da dedicare ad ogni singolo paziente. Il tempo che si dedica ad un paziente non è mai troppo se ciò si traduce nell'ottenimento dei dati necessari per poter stabilire con esso il giusto rapporto di empatia.

Il paziente uscirà dallo studio con un piano di trattamento e un preventivo che devono essere espressi chiaramente e ben compresi dal paziente prima dell'accettazione. La competenza dell'A.S.O. sta anche nel coadiuvare il medico nel dare le corrette spiegazioni su alcune delle nozioni mediche postoperatorie di base e dare le giuste raccomandazioni per le cure successive. L'obiettivo e quello di comunicare per informare e motivare al mantenimento della giusta terapia medica odontoiatrica.

3) CONTROLLO DELLE INFEZIONI CROCIATE

La conoscenza e l'applicazione rigorosa delle più recenti e moderne metodiche di disinfezione e sterilizzazione, sia dell'unità operativa che dello strumentario, nonché il continuo aggiornamento, sono nozioni essenziali che ogni A.S.O. deve possedere.

Pulizia, uso di materiale monouso (bicchieri, tovaglioli, aspiratori, ecc..) e strumentazione imbustata e sterilizzata correttamente sono il biglietto da visita che l'A.S.O. consegna nelle mani del paziente per poter dare la giusta immagine del team odontoiatrico con cui viene ad interagire.

Il paziente deve poter appurare visivamente che tutto ciò con cui verrà a contatto è assolutamente sicuro dal punto di vista medico. E' ben nota, infatti, la frequente associazione dentista-epatite C ( o HIV,ecc...) anche se va assolutamente sottolineato che essa è più frutto di un semplicistico pensiero comune e non ha un reale e univoco fondamento scientifico, visto che ci sono innumerevoli altri modi per contrarre infezioni durante le normali esperienze di vita quotidiana.

Ciò non toglie, ovviamente, che in campo medico la protezione del paziente dalle malattie infettive trasmissibili attraverso i liquidi biologici (sangue,saliva,ecc..) è un obbligo e un dovere non solo verso di esso, ma anche verso tutto lo staff medico che ne viene a contatto.

4) DIMISSIONE DEL PAZIENTE

In caso di interventi chirurgici o in determinate situazioni particolari, nei nostri centri è premura dell' A.S.O. richiamare e risentire telefonicamente il paziente per assicurarsi che tutto proceda bene e dare un ulteriore supporto psicologico.

E' importante per noi, che il paziente una volta uscito dallo studio odontoiatrico non si senta abbandonato e questo è un aspetto che viene apprezzato molto, perché è indice di quella premura e attenzione di cui abbiamo parlato all'inizio.

In base al tipo di intervento sarà anche compito dell' A.S.O., su indicazione del medico, programmare e registrare il richiamo e/o l'appuntamento successivo.

5) CONTROLLO E SEGNALAZIONE DEL MATERIALE MANCANTE

Per garantire le cure odontoiatriche migliori è necessario avere a disposizione tutto il materiale necessario. Pertanto è compito dell'A.S.O. tenere aggiornato l'elenco del materiale e dello strumentario medico a disposizione. Nelle sue mansioni rientrano:

- eliminare il materiale scaduto e lo strumentario inutile, difettoso o vecchio

- ordinare in tempo il materiale mancante

- controllare l'efficienza degli strumenti rotanti e delle apparecchiature elettroniche e gestirne l'eventuale riparazione e/o sostituzione

- la gestione dei rifiuti speciali

L'ANELLO GIUSTO

Tutte queste mansioni assicurano l'efficienza e la competenza dello studio odontoiatrico e mettono al primo posto il benessere del paziente. Egli, infatti, viene accolto, curato e dimesso mantenendo la stessa attenzione e gentilezza.

L'A.S.O. percorre un cerchio immaginario che dal punto di partenza: il paziente, torna a quello di arrivo: il paziente, senza mai perdere di vista gli obiettivi medici tecnici del suo lavoro. Un anello che calza perfettamente il dito per cui è stato progettato.

venerdì 1 ottobre 2010

Sicurezza sul lavoro


Il Ministero del Lavoro da qualche settimana ha dato il via ad una nuova campagna integrata per promuovere la tutela dei dipendenti negli ambienti lavorativi: "Sicurezza sul lavoro. La pretende chi si vuole bene". La campagna integrata rientra infatti nel progetto di comunicazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, come previsto nel D.Lgs. 81/2008 (Testo unico su Salute e Sicurezza sul lavoro). Scopo ultimo, contribuire attivamente al raggiungimento degli obiettivi previsti dalla UE per l'Italia: -25% di infortuni sul lavoro entro il 2012.

Anche noi dei Centri Medici e Odontoiatrici CARDEA, in questo blog, vogliamo dare il nostro piccolo contributo alla divulgazioni di materiali informativi riguardanti la sicurezza dei lavoratori sui luoghi di lavoro e alla stesso tempo mettere a disposizione delle aziende gli strumenti utili per rispondere in modo adeguato a tutte le norme vigenti in materia di salute nei luoghi di lavoro.



L’ambiente in cui lavoriamo, anche se all’apparenza può sembrare sicuro, potrebbe comportare dei rischi per il lavoratore che hanno origine da diversi fattori come ad esempio:

  • le caratteristiche architettoniche del luogo di lavoro
  • la presenza di impianti termici e/o di condizionamento, elettrici, di sollevamento, ecc
  • l’errato comportamento dei colleghi in determinate condizioni
  • l’organizzazione del lavoro ( ad es. carenza organizzativa nei cicli produttivi, scarsa conoscenza dei rischi presenti).

Il Datore di Lavoro è il titolare degli obblighi di prevenzione, essendo il principale debitore del dovere di sicurezza.

Il Datore di Lavoro privato o pubblico è il principale garante della gestione della sicurezza, non potendo delegare alcuni dei principali compiti a lui assegnati come la valutazione di tutti i rischi con la conseguente elaborazione del piano di sicurezza nonché la designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione.

In particolare ha l’obbligo di :

  • Nominare il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione
  • Valutare tutti i Rischi
  • Nominare il Medico Competente nei casi previsti
  • Designare e formare le squadre di emergenza di Primo Soccorso e Antincendio.
  • Inviare i lavoratori alla visita medica entro le scadenze previste dal programma di sorveglianza sanitaria e richiedere al medico competente l’osservanza degli obblighi previsti a suo carico
  • Vigilare affinché i lavoratori per i quali vige l’obbligo di sorveglianza sanitaria non siano adibiti alla mansione lavorativa specifica senza il prescritto giudizio di idoneità
  • Fornire ai lavoratori i necessari e idonei dispositivi di protezione individuale.
Ecc


Come abbiamo visto, uno dei principali compiti del Datore di Lavoro è la Nomina del Medico Competente.

In base alla Valutazione dei Rischi prevista dal Decreto Legislativo 81/08 (cosiddetto "Testo Unico sulla Salute e Sicurezza del Lavoro") e il successivo Decreto Correttivo n. 106 del 2009, la nomina del Medico Competente è obbligatoria in tutte le aziende pubbliche o private dove sono presenti rischi o lavorazioni per le quali vige l’obbligo della sorveglianza sanitaria dei lavoratori, indipendentemente dal numero degli addetti.

Il ruolo del Medico Competente, già presente nei d.P.R. n. 303 e n. 321 del 1956 con il compito di sottoporre a visita medica, prima dell’assunzione e durante il rapporto di lavoro, i lavoratori, adibiti a particolari lavorazioni industriali nocive, e nel nel D.L. 277 del 1991 sulla protezione contro agenti chimici fisici e biologici, veniva rafforzato in seguito all’entrata in vigore del d.lgs n. 626/94 che ha avuto il merito di collocare tale figura all’interno dell’organizzazione aziendale e non più in una posizione esterna.

Nel d.lgs. n. 81/2008 viene riproposta, nelle linee principali, la precedente disciplina sebbene rafforzata grazie a nuovi obblighi e funzioni conferiti al medico competente al fine di rendere più incisiva la sua azione e di preservare al meglio la salute dei lavoratori. Infatti oggi il Medico Competente è chiamato ad affiancare il datore di lavoro nella valutazione dei rischi, a programmare e gestire la sorveglianza sanitaria ed a fornire i suoi suggerimenti nella scelta dei DPI (Dispositivi di Protezione Individuale).

Il Medico Competente sostanzialmente, dovrà:

  • effettuare nell’ambito della sorveglianza sanitaria accertamenti sanitari preventivi e periodici in base alle sue conoscenze cliniche, tossicologiche, ergonomiche;
  • provvedere alla gestione delle emergenze sanitarie e collaborare alla predisposizione del servizio di pronto soccorso;
  • esprimere giudizi di idoneità;
  • collaborare in occasione di interventi interdisciplinari sui temi della sicurezza riguardanti i lavoratori in azienda intervenendo nei programmi di informazione e formazione degli stessi;
  • effettuare i sopralluoghi in ambiente di lavoro;
  • collaborare alla predisposizione dell’attuazione delle misure di tutela del lavoratore.

La sua azione si può classificare in tre macro aree:

  • compiti connessi alla sorveglianza sanitaria
  • compiti d’informazione e di certificazione
  • compiti di collaborazione e di consulenza


Il principale compito affidato al medico competente è la sorveglianza sanitaria definita come “insieme degli atti medici finalizzati alla tutela dello stato di salute e sicurezza dei lavoratori, in relazione all’ambiente di lavoro, ai fattori di rischio professionali e alla modalità di svolgimento dell’attività lavorativa”.

La sorveglianza sanitaria è prevista per tutti i lavoratori siano essi dipendenti, collaboratori a progetto, occasionali, coordinati e continuativi, tirocinanti, stagisti, volontari, soci lavoratori, anche di cooperative e società di capitali, ecc. in quanto sono considerati lavoratori.

Il controllo sanitario dei lavoratori costituisce una misura generale di tutela e comprende:

  • gli accertamenti preventivi intesi a constatare l’assenza di controindicazioni al lavoro cui i lavoratori sono destinati,
  • gli accertamenti periodici per controllare lo stato di salute dei lavoratori
  • gli accertamenti su richiesta del lavoratore,
  • gli accertamenti in occasione del cambio della mansione,
  • gli accertamenti alla cessazione del rapporto di lavoro,

in tutti i casi il medico competente è tenuto ad esprimere il giudizio di idoneità alla mansione specifica.

Attraverso il controllo sanitario viene svolta una funzione di prevenzione primaria, diretta a contenere la diffusione degli agenti nocivi, e di prevenzione secondaria, diretta ad evitare la progressione della malattia professionale contratta dal lavoratore individuandone e neutralizzandone i sintomi.

La sorveglianza sanitaria può svolgersi anche in fase preassuntiva, ma non per accertare stati di gravidanza.


I Centri Medici CARDEA offrono alle aziende gli strumenti e i servizi utili per rispondere agli obblighi di legge in materia di Sicurezza sul Lavoro con riguardo particolare alla Sorveglianza Sanitaria, la nomina del Medico Competente ed alla corretta attuazione della normativa tecnica e giuridica di riferimento.

Nei nostri centri si avvalgono di personale e di medici del lavoro altamente qualificati e specializzati, garantendo alle aziende una gamma di servizi atti alla realizzazione delle attività previste dal Testo Unico 81/08 e successive modifiche, a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori all’interno delle Aziende. La collaborazione interattiva col datore di lavoro garantisce la massima copertura per i lavoratori dei possibili rischi lavorativi.

Le nostre strutture sanitarie offrono orari e modalità di erogazione delle prestazioni pensati sia per avvantaggiare al massimo le esigenze delle aziende che per ottimizzare i tempi di visita dei singoli lavoratori. Un altro elemento importante è il nomenclatore agevolato che Cardea mette a disposizione delle proprie aziende.

Alcune delle società che si sono affidate a CARDEA sono: Auchan spa, Bricocenter Italia srl, SMA spa, Leroy Merlin Italia srl, Accentury spa, Wolters Kluwer Italia srl, A.G.O. Service (associazione grossisti ortofrutticoli), Energizer Group Italia spa, Hasbro Italia srl, International Tecno Group spa, MDS (management development services) spa, Neptuny srl, ecc.

Per ulteriore informazioni:
Centro Medico CARDEA di Lombroso
Medicina del Lavoro
tel +39 02 5501 0117
rezart@cardeaspa.com

martedì 21 settembre 2010

Tornare in forma dopo le ferie: consigli dalla nostra specialista



La nostra Biologa Nutrizionista Dott.ssa Francesca De Stefano, risponde alle domane più frequenti che riceve in questo campo.

Cosa bisogna MAngiare per dimagrire?

In realtà, se non in presenza di particolari condizioni patologiche accertate, quindi, se parliamo di un soggetto sano, non esistono cibi “proibiti”. Una dieta sana ed equilibrata dovrebbe comprendere tutti i tipi di alimenti, poiché è fondamentale assicurare al proprio organismo l’assunzione di tutti i nutrienti. Tutt’al più direi che alcuni cibi vanno consumati in maniera oculata, e che, sicuramente, ciò che fa la differenza, sono le quantità, i condimenti e i metodi di preparazione e cottura dei cibi.

Quali sono i segreti per far si che una “dieta” funzioni?

Le diete funzionano per varie motivazioni che nella maggior parte dei casi hanno alla base un mix di due componenti: un corretto Approccio Psicologico e un processo di “educazione Alimentare”.

Vediamo di sfatare alcuni miti:

· La dieta è vista come un evento eccezionale che produca i risultati attesi in un periodo breve! A tal fine ci si predispone ad affrontare “enormi” sacrifici, per raggiungere un rapido e rilevante dimagrimento. Si iniziano periodi di semi-digiuno eliminando pasti fondamentali della giornata (es: la colazione) o debellando in modo arbitrario dalla propria alimentazione quotidiana taluni gruppi di alimenti (es: tutti i farinacei, tutti latticini, tutti i tipi di grassi etc…). Come detto prima, perché sia sana, una dieta deve:

· fornire tutti i tipi di nutrienti

· prevedere più pasti al giorno: il digiuno o la eliminazione di alcuni pasti nella giornata causano un iniziale “dimagrimento” che però non è reale, non verranno intaccate le riserve di tessuto adiposo ma si perderà massa muscolare, inoltre, il corpo per autodifesa rallenterà il metabolismo.

E’ bene prendersi il tempo necessario perché l’importante non è solo “perdere kilogrammi” ma farlo con l’obiettivo ben più ambizioso di raggiungere e preservare nel tempo un ottimale stato di salute!

· Si cerca di dimagrire seguendo delle “scorciatoie”! ci si affida a pillole miracolose, a pasti sostitutivi, ai vari prodotti dietetici disponibili in commercio, o ancor peggio si iniziano le cosiddette diete a tema dove ad ogni pasto si mangia un solo alimento preparato in mille salse (dieta del minestrone, delle patate etc…) o a quelle tratte dai giornali o a quelle ereditate delle varie amiche e vicine di casa. Ogni individuo è unico e in quanto tale è importante che segua un programma dietetico assolutamente personalizzato che tenga conto delle sue caratteristiche fisiche, delle sue abitudini alimentari, dei suoi gusti, del suo stile di vita, delle sue esigenze familiari e lavorative.

· Non si vuole dimagrire per una propria esigenza Spesso una dieta nasce non dal desiderio di raggiungere un migliore stato di salute, ma per rispondere a poco attendibili canoni estetici dettati dal mondo che ci circonda (famiglia, ambiente lavorativo, mass media etc…). Una dieta “per gli altri”, non può che esser fallimentare! L’obiettivo che ti proponi lo devi sentire tuo, già il pensiero del suo raggiungimento deve portarti gioia e soddisfazione. Solo in questo modo sarà un obbiettivo ben posto che ti porterà al successo.

E una cosa molto imporante:

· Dobbiamo modificare i comportamenti e affrontare le reali cause che hanno portato all’aumento di peso.

Come tutti ben sappiamo gli stati emotivi possono influenzare il modo di mangiare. Spesso non si mangia in risposta ad un reale stimolo fisiologico ma per ansia, rabbia, delusione, per compensare stress ed episodi negativi o per celebrare emozioni o avvenimenti positivi. Comportamenti di questo tipo se non riconosciuti, affrontati e adeguatamente modificati durante la fase di dimagrimento, possono essere la causa del fallimento della dieta e/o di un nuovo aumento di peso.

C’è un segreto o un metodo sicuro per dimagrire?

Direi di no! Però ci si può mettere nelle “migliori condizioni possibili” per avere dei risultati soddisfacenti che soprattutto dureranno nel tempo e consentiranno di acquisire un ottimale stato di salute.

Alla base di una dieta efficace c’è un processo di “rieducazione” nutrizionale. E’ molto importante a tal proposito avvalersi dell’aiuto di un professionista che possa, mediante la formulazione un piano nutrizionale personalizzato e la elaborazione di una serie di obiettivi, guidare e accompagnare nell’acquisizione di una adeguata e corretta maniera di alimentarsi. Sono, poi, non da trascurare una buona dose di motivazione, pazienza, costanza e forza di volontà!

Per dimagrire bisogna per forza fare esercizio fisico?

Sicuramente si può dire che ogni dieta risulta più efficace se associata ad attività fisica. Un regolare e modesto esercizio fisico coadiuva nel raggiungimento di un maggiore benessere psico-fisico poiché sviluppa la massa magra garantendo una maggiore tonicità di muscoli e tessuti, fa aumentare il metabolismo basale, potenzia il consumo calorico, migliora la circolazione sanguigna, l'attività cardio-respiratoria e la digestione.

Il binomio corretta alimentazione-esercizio fisico, diviene inscindibile, in particolare quando si tratta di individui affetti da patologie, ad esempio in presenza di Diabete, soprattutto nelle prime fasi della malattia, una dieta appropriata ed una adeguata attività fisica permettono di ritardare il ricorso alla terapia farmacologica.

Per maggiori informazioni e per prenotare una visita dalla nostra nutrizionista chiamaci, saremo felici di accoglierti!

Centro Medico CARDEA di Assago: 02-5751-5612

Centro Medico CARDEA di Lombroso: 02-5501-0117

martedì 14 settembre 2010

Depilazione definitiva


Il laser Alessandrite colpisce selettivamente la melanina, sostanza che dà il colore più o meno scuro del pelo, causando un rapido innalzamento della temperatura del follicolo e delle cellule che danno origine ai nuovi peli, fino a provocarne la distruzione.

Nei giorni successivi al trattamento si assiste ad un’apparente ricrescita dei peli trattati, questo in realtà corrisponde a un fenomeno di espulsione del pelo da parte del follicolo, con caduta spontanea in un tempo variabile da 15 a 20 giorni.

Sono necessarie in media da 6 a 8 sedute (il numero delle sedute varia a seconda della zona da trattare e da numerose altre variabili) eseguite a distanza di 1,5-2 mesi una dall’altra per rimuovere in maniera pressoché definitiva il problema dei peli superflui.
Resta il fatto che i risultati sono in parte condizionati dalla risposta soggettiva al trattamento, dalla situazione di partenza e dalla sede corporea trattata.

  • Fattori che possono influenzare il trattamento:
  1. Il colore del pelo
  2. La zona del corpo da trattare
  3. La carnagione
  4. Le fasi di crescita del pelo
Una seduta di trattamento può durare da pochi minuti a più di un'ora, in funzione delle dimensioni della zona da trattare.

Per un trattamento ottimale e per evitare spiacevoli effetti collaterali si consiglia di
  • non sottoporsi a sedute con lampade abbronzanti e di
  • non esporsi ai raggi solari nelle 4-6 settimane precedenti al trattamento e nei giorni appena seguenti. La situazione ideale è infatti quella di una cute di colore normale, senza abbronzatura.
È inoltre consigliabile utilizzare come metodo depilatorio, nel mese che precede il trat- tamento laser, solo rasoio o creme depilatorie, evitando assolutamente cerette e pinzette, in modo tale che al momento del trattamento siano presenti nella loro sede i bulbi piliferi, vero bersaglio del raggio laser.

Evitare di utilizzare creme schiarenti poiché in tal modo si priverebbe il pelo del proprio bersaglio (pigmento). Evitare l’assunzione o l’applicazione locale di farmaci o prodotti cosmetici fotosensibilizzanti nei giorni che precedono il trattamento.

Dopo il trattamento vi può essere un leggero arrossamento e/o edema in corrispondenza della zona trattata che scompaiono entrambi nell'arco di qualche ora.

Chiamaci per informarti e prenotare, saremo felici di accoglierti.

Tel: +39 02 5751 5612
assago@cardeaspa.com

Tel: +39 02 5501 0117
lombroso@cardeaspa.com

martedì 27 luglio 2010

Medicina Estetica - Centro Medico CARDEA di Lombroso




MEDICINA ESTETICA
Articolo a cura del Dott. Fabio Torsello
Medico Chirurgo Estetico
Centro Medico CARDEA di Lombroso

FILLERS
TOSSINA BOTULINICA
RIVITALIZZANTI
PEELING
LASER
LUCE PULSATA IPL
LIPOCAVITAZIONE
RADIOFREQUENZA





FILLERS

“Fillers” sono tutte quelle sostanze che possono essere iniettate nei tessuti superficiali del nostro organismo con lo scopo, puramente estetico, di riempire. Possiamo riempire solchi, avvallamenti o rughe. Possiamo riempire aree atrofizzate o creare sinuosità poco sviluppate come zigomi o labbra. Possiamo riempire zone traumatizzate quali le cicatrici atrofiche o aree con perdita di tessuto.

Indicativamente i fillers si suddividono in tre grandi famiglie: sostanze completamente riassorbibili come il collagene, acido ialuronico, acido polilattico, etc; sostanze permanenti come il poliacrilamide, idrossietilmetacrilato, idrossiapatite, etc; e sostanze parzialmente riassorbibili.

Ciascun prodotto trova migliore indicazione in alcune regioni anatomiche piuttosto che in altre e ognuno presenta vantaggi e limiti di utilizzo che vanno ponderati dalla paziente con il consiglio del medico di volta in volta.


TOSSINA BOTULINICA

Per capire l’utilità di questo prodotto dobbiamo pensare che le rughe della fronte e del contorno degli occhi sono vere e proprie linee di espressione in quanto rappresentano il segno delle continue contrazioni della muscolatura mimica sottostante. I movimenti dei muscoli del volto costantemente prodotti dalla nostra espressività facciale inducono una demarcazione di queste linee, soprattutto nella porzione superiore del volto, sino a definire vere e proprie “rughe” cutanee.


In virtù di queste considerazioni l’impiego della tossina botulinica in medicina estetica è evidente: il blocco della muscolatura mimica induce una progressiva regressione delle linee di espressione ed una logica scomparsa delle rughe. Le aree del volto che beneficiano maggiormente di questo trattamento sono la fronte ed il contorno degli occhi.



PEELING

Il peeling chimico è una tecnica impiegata per migliorare l’aspetto del mantello cutaneo. La procedura consiste nell’applicare sull’area di cute che intende trattare una soluzione chimica che ha potere abrasivo sulla pelle. Concentrazioni più o meno forti e sostanze differenti permettono al medico di regolare l’intensità del trattamento.

Quanto più la nostra terapia sarà aggressiva tanto più la cute di nuova generazione sarà levigata anche se è evidente che ad un trattamento più aggressivo seguiranno delle sequele post trattamento più impegnative. Dopo il trattamento, a seconda dell’intensità dello stesso, può residuare da un semplice rossore sino a vere e proprie crosticine destinate a cadere nell’arco di pochi giorni.

Le sostanze più frequentemente utilizzate per eseguire peelings chimici sono l’acido tricloracetico, l’acido glicolico, l’acido salicilico, l’acido retinico e il fenolo.

È un trattamento che si esegue in regime ambulatoriale lasciando postumi tanto più evidenti quanto più è invasivo. Le indicazioni principali all’impiego del peeling chimico sono le rughe epidermiche più superficiali, le macchie ipercromiche ed in genere tutti i segni dell’invecchiamento cutaneo.

LASER

Il termine LASER è un acronimo per “Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation” e sta ad indicare un raggio di luce dotato di particolari caratteristiche dipendenti dalla fonte energetica che lo ha generato e dall’intensità con la quale si propaga. Laser differenti trovano indicazioni terapeutiche differenti. In medicina estetica si utilizzano abitualmente laser ad erbium-CO2 , Dye laser, laser ad alessandrine, al rubino e laser al neodimio (Nd-Yag).

Le indicazioni principali sono il resurfacing cutaneo per donare nuova vitalità e lucentezza al mantello cutaneo eliminando le rughe epidermiche superficiali, le macchie ipercromiche, le cicatrici ipertrofiche e le lesioni vascolari. Risultati discreti si ottengono nel trattamento dei tatuaggi e per l’epilazione.

LUCE PULSATA

La luce pulsata ad alta intensità (dall'inglese Intense Pulsed Light - IPL) è un'apparecchiatura elettronica comunemente utilizzata per praticare trattamenti di fotodepilazione e fotoringiovanimento. Questo tipo di tecnologia ha iniziato il suo sviluppo dalla fine degli anni '90 ed è l'evoluzione del laser, da tempo impiegato a tale scopo.

Il vantaggio di questo tipo di tecnologia rispetto al laser sta nel fatto che essa consente di trattare aree più ampie, con maggiore sicurezza, versatilità e velocità di esecuzione. La luce pulsata è costituita da un accumulatore energetico e una speciale lampada in grado di generare un fascio di luce molto intenso che illumina la zona da trattare.

Uno specifico filtro ottico, eventualmente intercambiabile, previene ogni possibile danneggiamento della pelle da parte di raggi UV.


LIPOCAVITAZIONE

La cavitazione avviene quando un liquido è sottoposto in maniera adeguata ad ultrasuono, quando un'onda acustica passa attraverso un liquido, genera onde di espansione (pressione negativa) ed onde di compressione (pressione positiva).

Se l’intensità dell'ultrasuono è abbastanza alta, può causare di bolle di vapore nel liquido: la cavitazione, consiste quindi nella formazione di zone di vapore all'interno di un liquido, che poi collassano ed implodono.

La dinamica del processo è molto simile a quella dell'ebollizione. La principale differenza tra cavitazione ed ebollizione è che nell'ebollizione, le bolle si formano per aumento della temperatura dell’acqua.

Nella cavitazione invece è la pressione del liquido a scendere improvvisamente, mentre la temperatura e la pressione di vapore restano costanti. Per questo motivo la "bolla" da cavitazione resiste solo finché non esce dalla zona di bassa pressione idrostatica: appena ritorna normale la bolla implode sviluppando calore ed onde di pressione che possono essere estremamente intense.

Durante il trattamento, l'onda d'urto prodotta dall'implosione delle "bolle" di vapore all'interno del liquido interstiziale è in grado di colpire solo le cellule adipose: anche se il fascio di ultrasuoni viene diretto su un tessuto differente da quello adiposo, le cellule che costituiscono gli altri tessuti (muscoli, vasi ecc.) sono più resistenti e l'intensità dell'energia prodotta dall'implosione delle "bolle" non è in grado di danneggiarle.

Questo trattamento è indicato per le adiposità focalizzate, riucendone la quantità con visibili vantaggi estetici.

Per prenotare una visita con il nostro specialista:

tel: 02-5501 0117

e.mail: lombroso@cardeaspa.com




lunedì 26 luglio 2010

Vuoi fare parte dello staff CARDEA?

Stiamo selezionando persone per il posto di Reception-Back Office per il Centro Medico CARDEA di Assago. Uomo o donna, l'importante è che tu abbia le caratteristiche giuste per far parte del nostro Staff, fatto di persone positive, volenterose, impegnate a dare sempre il meglio di se.

Se sei motivata o motivato a fare parte dello staff CARDEA puoi inviare il tuo CV + foto tessera a: staff@cardeaspa.com e verrai messo in contatto con l'agenzia alla qualle abbiamo affidato questo delicato compito.