martedì 27 luglio 2010

Medicina Estetica - Centro Medico CARDEA di Lombroso




MEDICINA ESTETICA
Articolo a cura del Dott. Fabio Torsello
Medico Chirurgo Estetico
Centro Medico CARDEA di Lombroso

FILLERS
TOSSINA BOTULINICA
RIVITALIZZANTI
PEELING
LASER
LUCE PULSATA IPL
LIPOCAVITAZIONE
RADIOFREQUENZA





FILLERS

“Fillers” sono tutte quelle sostanze che possono essere iniettate nei tessuti superficiali del nostro organismo con lo scopo, puramente estetico, di riempire. Possiamo riempire solchi, avvallamenti o rughe. Possiamo riempire aree atrofizzate o creare sinuosità poco sviluppate come zigomi o labbra. Possiamo riempire zone traumatizzate quali le cicatrici atrofiche o aree con perdita di tessuto.

Indicativamente i fillers si suddividono in tre grandi famiglie: sostanze completamente riassorbibili come il collagene, acido ialuronico, acido polilattico, etc; sostanze permanenti come il poliacrilamide, idrossietilmetacrilato, idrossiapatite, etc; e sostanze parzialmente riassorbibili.

Ciascun prodotto trova migliore indicazione in alcune regioni anatomiche piuttosto che in altre e ognuno presenta vantaggi e limiti di utilizzo che vanno ponderati dalla paziente con il consiglio del medico di volta in volta.


TOSSINA BOTULINICA

Per capire l’utilità di questo prodotto dobbiamo pensare che le rughe della fronte e del contorno degli occhi sono vere e proprie linee di espressione in quanto rappresentano il segno delle continue contrazioni della muscolatura mimica sottostante. I movimenti dei muscoli del volto costantemente prodotti dalla nostra espressività facciale inducono una demarcazione di queste linee, soprattutto nella porzione superiore del volto, sino a definire vere e proprie “rughe” cutanee.


In virtù di queste considerazioni l’impiego della tossina botulinica in medicina estetica è evidente: il blocco della muscolatura mimica induce una progressiva regressione delle linee di espressione ed una logica scomparsa delle rughe. Le aree del volto che beneficiano maggiormente di questo trattamento sono la fronte ed il contorno degli occhi.



PEELING

Il peeling chimico è una tecnica impiegata per migliorare l’aspetto del mantello cutaneo. La procedura consiste nell’applicare sull’area di cute che intende trattare una soluzione chimica che ha potere abrasivo sulla pelle. Concentrazioni più o meno forti e sostanze differenti permettono al medico di regolare l’intensità del trattamento.

Quanto più la nostra terapia sarà aggressiva tanto più la cute di nuova generazione sarà levigata anche se è evidente che ad un trattamento più aggressivo seguiranno delle sequele post trattamento più impegnative. Dopo il trattamento, a seconda dell’intensità dello stesso, può residuare da un semplice rossore sino a vere e proprie crosticine destinate a cadere nell’arco di pochi giorni.

Le sostanze più frequentemente utilizzate per eseguire peelings chimici sono l’acido tricloracetico, l’acido glicolico, l’acido salicilico, l’acido retinico e il fenolo.

È un trattamento che si esegue in regime ambulatoriale lasciando postumi tanto più evidenti quanto più è invasivo. Le indicazioni principali all’impiego del peeling chimico sono le rughe epidermiche più superficiali, le macchie ipercromiche ed in genere tutti i segni dell’invecchiamento cutaneo.

LASER

Il termine LASER è un acronimo per “Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation” e sta ad indicare un raggio di luce dotato di particolari caratteristiche dipendenti dalla fonte energetica che lo ha generato e dall’intensità con la quale si propaga. Laser differenti trovano indicazioni terapeutiche differenti. In medicina estetica si utilizzano abitualmente laser ad erbium-CO2 , Dye laser, laser ad alessandrine, al rubino e laser al neodimio (Nd-Yag).

Le indicazioni principali sono il resurfacing cutaneo per donare nuova vitalità e lucentezza al mantello cutaneo eliminando le rughe epidermiche superficiali, le macchie ipercromiche, le cicatrici ipertrofiche e le lesioni vascolari. Risultati discreti si ottengono nel trattamento dei tatuaggi e per l’epilazione.

LUCE PULSATA

La luce pulsata ad alta intensità (dall'inglese Intense Pulsed Light - IPL) è un'apparecchiatura elettronica comunemente utilizzata per praticare trattamenti di fotodepilazione e fotoringiovanimento. Questo tipo di tecnologia ha iniziato il suo sviluppo dalla fine degli anni '90 ed è l'evoluzione del laser, da tempo impiegato a tale scopo.

Il vantaggio di questo tipo di tecnologia rispetto al laser sta nel fatto che essa consente di trattare aree più ampie, con maggiore sicurezza, versatilità e velocità di esecuzione. La luce pulsata è costituita da un accumulatore energetico e una speciale lampada in grado di generare un fascio di luce molto intenso che illumina la zona da trattare.

Uno specifico filtro ottico, eventualmente intercambiabile, previene ogni possibile danneggiamento della pelle da parte di raggi UV.


LIPOCAVITAZIONE

La cavitazione avviene quando un liquido è sottoposto in maniera adeguata ad ultrasuono, quando un'onda acustica passa attraverso un liquido, genera onde di espansione (pressione negativa) ed onde di compressione (pressione positiva).

Se l’intensità dell'ultrasuono è abbastanza alta, può causare di bolle di vapore nel liquido: la cavitazione, consiste quindi nella formazione di zone di vapore all'interno di un liquido, che poi collassano ed implodono.

La dinamica del processo è molto simile a quella dell'ebollizione. La principale differenza tra cavitazione ed ebollizione è che nell'ebollizione, le bolle si formano per aumento della temperatura dell’acqua.

Nella cavitazione invece è la pressione del liquido a scendere improvvisamente, mentre la temperatura e la pressione di vapore restano costanti. Per questo motivo la "bolla" da cavitazione resiste solo finché non esce dalla zona di bassa pressione idrostatica: appena ritorna normale la bolla implode sviluppando calore ed onde di pressione che possono essere estremamente intense.

Durante il trattamento, l'onda d'urto prodotta dall'implosione delle "bolle" di vapore all'interno del liquido interstiziale è in grado di colpire solo le cellule adipose: anche se il fascio di ultrasuoni viene diretto su un tessuto differente da quello adiposo, le cellule che costituiscono gli altri tessuti (muscoli, vasi ecc.) sono più resistenti e l'intensità dell'energia prodotta dall'implosione delle "bolle" non è in grado di danneggiarle.

Questo trattamento è indicato per le adiposità focalizzate, riucendone la quantità con visibili vantaggi estetici.

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