venerdì 1 ottobre 2010

Sicurezza sul lavoro


Il Ministero del Lavoro da qualche settimana ha dato il via ad una nuova campagna integrata per promuovere la tutela dei dipendenti negli ambienti lavorativi: "Sicurezza sul lavoro. La pretende chi si vuole bene". La campagna integrata rientra infatti nel progetto di comunicazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, come previsto nel D.Lgs. 81/2008 (Testo unico su Salute e Sicurezza sul lavoro). Scopo ultimo, contribuire attivamente al raggiungimento degli obiettivi previsti dalla UE per l'Italia: -25% di infortuni sul lavoro entro il 2012.

Anche noi dei Centri Medici e Odontoiatrici CARDEA, in questo blog, vogliamo dare il nostro piccolo contributo alla divulgazioni di materiali informativi riguardanti la sicurezza dei lavoratori sui luoghi di lavoro e alla stesso tempo mettere a disposizione delle aziende gli strumenti utili per rispondere in modo adeguato a tutte le norme vigenti in materia di salute nei luoghi di lavoro.



L’ambiente in cui lavoriamo, anche se all’apparenza può sembrare sicuro, potrebbe comportare dei rischi per il lavoratore che hanno origine da diversi fattori come ad esempio:

  • le caratteristiche architettoniche del luogo di lavoro
  • la presenza di impianti termici e/o di condizionamento, elettrici, di sollevamento, ecc
  • l’errato comportamento dei colleghi in determinate condizioni
  • l’organizzazione del lavoro ( ad es. carenza organizzativa nei cicli produttivi, scarsa conoscenza dei rischi presenti).

Il Datore di Lavoro è il titolare degli obblighi di prevenzione, essendo il principale debitore del dovere di sicurezza.

Il Datore di Lavoro privato o pubblico è il principale garante della gestione della sicurezza, non potendo delegare alcuni dei principali compiti a lui assegnati come la valutazione di tutti i rischi con la conseguente elaborazione del piano di sicurezza nonché la designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione.

In particolare ha l’obbligo di :

  • Nominare il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione
  • Valutare tutti i Rischi
  • Nominare il Medico Competente nei casi previsti
  • Designare e formare le squadre di emergenza di Primo Soccorso e Antincendio.
  • Inviare i lavoratori alla visita medica entro le scadenze previste dal programma di sorveglianza sanitaria e richiedere al medico competente l’osservanza degli obblighi previsti a suo carico
  • Vigilare affinché i lavoratori per i quali vige l’obbligo di sorveglianza sanitaria non siano adibiti alla mansione lavorativa specifica senza il prescritto giudizio di idoneità
  • Fornire ai lavoratori i necessari e idonei dispositivi di protezione individuale.
Ecc


Come abbiamo visto, uno dei principali compiti del Datore di Lavoro è la Nomina del Medico Competente.

In base alla Valutazione dei Rischi prevista dal Decreto Legislativo 81/08 (cosiddetto "Testo Unico sulla Salute e Sicurezza del Lavoro") e il successivo Decreto Correttivo n. 106 del 2009, la nomina del Medico Competente è obbligatoria in tutte le aziende pubbliche o private dove sono presenti rischi o lavorazioni per le quali vige l’obbligo della sorveglianza sanitaria dei lavoratori, indipendentemente dal numero degli addetti.

Il ruolo del Medico Competente, già presente nei d.P.R. n. 303 e n. 321 del 1956 con il compito di sottoporre a visita medica, prima dell’assunzione e durante il rapporto di lavoro, i lavoratori, adibiti a particolari lavorazioni industriali nocive, e nel nel D.L. 277 del 1991 sulla protezione contro agenti chimici fisici e biologici, veniva rafforzato in seguito all’entrata in vigore del d.lgs n. 626/94 che ha avuto il merito di collocare tale figura all’interno dell’organizzazione aziendale e non più in una posizione esterna.

Nel d.lgs. n. 81/2008 viene riproposta, nelle linee principali, la precedente disciplina sebbene rafforzata grazie a nuovi obblighi e funzioni conferiti al medico competente al fine di rendere più incisiva la sua azione e di preservare al meglio la salute dei lavoratori. Infatti oggi il Medico Competente è chiamato ad affiancare il datore di lavoro nella valutazione dei rischi, a programmare e gestire la sorveglianza sanitaria ed a fornire i suoi suggerimenti nella scelta dei DPI (Dispositivi di Protezione Individuale).

Il Medico Competente sostanzialmente, dovrà:

  • effettuare nell’ambito della sorveglianza sanitaria accertamenti sanitari preventivi e periodici in base alle sue conoscenze cliniche, tossicologiche, ergonomiche;
  • provvedere alla gestione delle emergenze sanitarie e collaborare alla predisposizione del servizio di pronto soccorso;
  • esprimere giudizi di idoneità;
  • collaborare in occasione di interventi interdisciplinari sui temi della sicurezza riguardanti i lavoratori in azienda intervenendo nei programmi di informazione e formazione degli stessi;
  • effettuare i sopralluoghi in ambiente di lavoro;
  • collaborare alla predisposizione dell’attuazione delle misure di tutela del lavoratore.

La sua azione si può classificare in tre macro aree:

  • compiti connessi alla sorveglianza sanitaria
  • compiti d’informazione e di certificazione
  • compiti di collaborazione e di consulenza


Il principale compito affidato al medico competente è la sorveglianza sanitaria definita come “insieme degli atti medici finalizzati alla tutela dello stato di salute e sicurezza dei lavoratori, in relazione all’ambiente di lavoro, ai fattori di rischio professionali e alla modalità di svolgimento dell’attività lavorativa”.

La sorveglianza sanitaria è prevista per tutti i lavoratori siano essi dipendenti, collaboratori a progetto, occasionali, coordinati e continuativi, tirocinanti, stagisti, volontari, soci lavoratori, anche di cooperative e società di capitali, ecc. in quanto sono considerati lavoratori.

Il controllo sanitario dei lavoratori costituisce una misura generale di tutela e comprende:

  • gli accertamenti preventivi intesi a constatare l’assenza di controindicazioni al lavoro cui i lavoratori sono destinati,
  • gli accertamenti periodici per controllare lo stato di salute dei lavoratori
  • gli accertamenti su richiesta del lavoratore,
  • gli accertamenti in occasione del cambio della mansione,
  • gli accertamenti alla cessazione del rapporto di lavoro,

in tutti i casi il medico competente è tenuto ad esprimere il giudizio di idoneità alla mansione specifica.

Attraverso il controllo sanitario viene svolta una funzione di prevenzione primaria, diretta a contenere la diffusione degli agenti nocivi, e di prevenzione secondaria, diretta ad evitare la progressione della malattia professionale contratta dal lavoratore individuandone e neutralizzandone i sintomi.

La sorveglianza sanitaria può svolgersi anche in fase preassuntiva, ma non per accertare stati di gravidanza.


I Centri Medici CARDEA offrono alle aziende gli strumenti e i servizi utili per rispondere agli obblighi di legge in materia di Sicurezza sul Lavoro con riguardo particolare alla Sorveglianza Sanitaria, la nomina del Medico Competente ed alla corretta attuazione della normativa tecnica e giuridica di riferimento.

Nei nostri centri si avvalgono di personale e di medici del lavoro altamente qualificati e specializzati, garantendo alle aziende una gamma di servizi atti alla realizzazione delle attività previste dal Testo Unico 81/08 e successive modifiche, a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori all’interno delle Aziende. La collaborazione interattiva col datore di lavoro garantisce la massima copertura per i lavoratori dei possibili rischi lavorativi.

Le nostre strutture sanitarie offrono orari e modalità di erogazione delle prestazioni pensati sia per avvantaggiare al massimo le esigenze delle aziende che per ottimizzare i tempi di visita dei singoli lavoratori. Un altro elemento importante è il nomenclatore agevolato che Cardea mette a disposizione delle proprie aziende.

Alcune delle società che si sono affidate a CARDEA sono: Auchan spa, Bricocenter Italia srl, SMA spa, Leroy Merlin Italia srl, Accentury spa, Wolters Kluwer Italia srl, A.G.O. Service (associazione grossisti ortofrutticoli), Energizer Group Italia spa, Hasbro Italia srl, International Tecno Group spa, MDS (management development services) spa, Neptuny srl, ecc.

Per ulteriore informazioni:
Centro Medico CARDEA di Lombroso
Medicina del Lavoro
tel +39 02 5501 0117
rezart@cardeaspa.com

martedì 21 settembre 2010

Tornare in forma dopo le ferie: consigli dalla nostra specialista



La nostra Biologa Nutrizionista Dott.ssa Francesca De Stefano, risponde alle domane più frequenti che riceve in questo campo.

Cosa bisogna MAngiare per dimagrire?

In realtà, se non in presenza di particolari condizioni patologiche accertate, quindi, se parliamo di un soggetto sano, non esistono cibi “proibiti”. Una dieta sana ed equilibrata dovrebbe comprendere tutti i tipi di alimenti, poiché è fondamentale assicurare al proprio organismo l’assunzione di tutti i nutrienti. Tutt’al più direi che alcuni cibi vanno consumati in maniera oculata, e che, sicuramente, ciò che fa la differenza, sono le quantità, i condimenti e i metodi di preparazione e cottura dei cibi.

Quali sono i segreti per far si che una “dieta” funzioni?

Le diete funzionano per varie motivazioni che nella maggior parte dei casi hanno alla base un mix di due componenti: un corretto Approccio Psicologico e un processo di “educazione Alimentare”.

Vediamo di sfatare alcuni miti:

· La dieta è vista come un evento eccezionale che produca i risultati attesi in un periodo breve! A tal fine ci si predispone ad affrontare “enormi” sacrifici, per raggiungere un rapido e rilevante dimagrimento. Si iniziano periodi di semi-digiuno eliminando pasti fondamentali della giornata (es: la colazione) o debellando in modo arbitrario dalla propria alimentazione quotidiana taluni gruppi di alimenti (es: tutti i farinacei, tutti latticini, tutti i tipi di grassi etc…). Come detto prima, perché sia sana, una dieta deve:

· fornire tutti i tipi di nutrienti

· prevedere più pasti al giorno: il digiuno o la eliminazione di alcuni pasti nella giornata causano un iniziale “dimagrimento” che però non è reale, non verranno intaccate le riserve di tessuto adiposo ma si perderà massa muscolare, inoltre, il corpo per autodifesa rallenterà il metabolismo.

E’ bene prendersi il tempo necessario perché l’importante non è solo “perdere kilogrammi” ma farlo con l’obiettivo ben più ambizioso di raggiungere e preservare nel tempo un ottimale stato di salute!

· Si cerca di dimagrire seguendo delle “scorciatoie”! ci si affida a pillole miracolose, a pasti sostitutivi, ai vari prodotti dietetici disponibili in commercio, o ancor peggio si iniziano le cosiddette diete a tema dove ad ogni pasto si mangia un solo alimento preparato in mille salse (dieta del minestrone, delle patate etc…) o a quelle tratte dai giornali o a quelle ereditate delle varie amiche e vicine di casa. Ogni individuo è unico e in quanto tale è importante che segua un programma dietetico assolutamente personalizzato che tenga conto delle sue caratteristiche fisiche, delle sue abitudini alimentari, dei suoi gusti, del suo stile di vita, delle sue esigenze familiari e lavorative.

· Non si vuole dimagrire per una propria esigenza Spesso una dieta nasce non dal desiderio di raggiungere un migliore stato di salute, ma per rispondere a poco attendibili canoni estetici dettati dal mondo che ci circonda (famiglia, ambiente lavorativo, mass media etc…). Una dieta “per gli altri”, non può che esser fallimentare! L’obiettivo che ti proponi lo devi sentire tuo, già il pensiero del suo raggiungimento deve portarti gioia e soddisfazione. Solo in questo modo sarà un obbiettivo ben posto che ti porterà al successo.

E una cosa molto imporante:

· Dobbiamo modificare i comportamenti e affrontare le reali cause che hanno portato all’aumento di peso.

Come tutti ben sappiamo gli stati emotivi possono influenzare il modo di mangiare. Spesso non si mangia in risposta ad un reale stimolo fisiologico ma per ansia, rabbia, delusione, per compensare stress ed episodi negativi o per celebrare emozioni o avvenimenti positivi. Comportamenti di questo tipo se non riconosciuti, affrontati e adeguatamente modificati durante la fase di dimagrimento, possono essere la causa del fallimento della dieta e/o di un nuovo aumento di peso.

C’è un segreto o un metodo sicuro per dimagrire?

Direi di no! Però ci si può mettere nelle “migliori condizioni possibili” per avere dei risultati soddisfacenti che soprattutto dureranno nel tempo e consentiranno di acquisire un ottimale stato di salute.

Alla base di una dieta efficace c’è un processo di “rieducazione” nutrizionale. E’ molto importante a tal proposito avvalersi dell’aiuto di un professionista che possa, mediante la formulazione un piano nutrizionale personalizzato e la elaborazione di una serie di obiettivi, guidare e accompagnare nell’acquisizione di una adeguata e corretta maniera di alimentarsi. Sono, poi, non da trascurare una buona dose di motivazione, pazienza, costanza e forza di volontà!

Per dimagrire bisogna per forza fare esercizio fisico?

Sicuramente si può dire che ogni dieta risulta più efficace se associata ad attività fisica. Un regolare e modesto esercizio fisico coadiuva nel raggiungimento di un maggiore benessere psico-fisico poiché sviluppa la massa magra garantendo una maggiore tonicità di muscoli e tessuti, fa aumentare il metabolismo basale, potenzia il consumo calorico, migliora la circolazione sanguigna, l'attività cardio-respiratoria e la digestione.

Il binomio corretta alimentazione-esercizio fisico, diviene inscindibile, in particolare quando si tratta di individui affetti da patologie, ad esempio in presenza di Diabete, soprattutto nelle prime fasi della malattia, una dieta appropriata ed una adeguata attività fisica permettono di ritardare il ricorso alla terapia farmacologica.

Per maggiori informazioni e per prenotare una visita dalla nostra nutrizionista chiamaci, saremo felici di accoglierti!

Centro Medico CARDEA di Assago: 02-5751-5612

Centro Medico CARDEA di Lombroso: 02-5501-0117

martedì 14 settembre 2010

Depilazione definitiva


Il laser Alessandrite colpisce selettivamente la melanina, sostanza che dà il colore più o meno scuro del pelo, causando un rapido innalzamento della temperatura del follicolo e delle cellule che danno origine ai nuovi peli, fino a provocarne la distruzione.

Nei giorni successivi al trattamento si assiste ad un’apparente ricrescita dei peli trattati, questo in realtà corrisponde a un fenomeno di espulsione del pelo da parte del follicolo, con caduta spontanea in un tempo variabile da 15 a 20 giorni.

Sono necessarie in media da 6 a 8 sedute (il numero delle sedute varia a seconda della zona da trattare e da numerose altre variabili) eseguite a distanza di 1,5-2 mesi una dall’altra per rimuovere in maniera pressoché definitiva il problema dei peli superflui.
Resta il fatto che i risultati sono in parte condizionati dalla risposta soggettiva al trattamento, dalla situazione di partenza e dalla sede corporea trattata.

  • Fattori che possono influenzare il trattamento:
  1. Il colore del pelo
  2. La zona del corpo da trattare
  3. La carnagione
  4. Le fasi di crescita del pelo
Una seduta di trattamento può durare da pochi minuti a più di un'ora, in funzione delle dimensioni della zona da trattare.

Per un trattamento ottimale e per evitare spiacevoli effetti collaterali si consiglia di
  • non sottoporsi a sedute con lampade abbronzanti e di
  • non esporsi ai raggi solari nelle 4-6 settimane precedenti al trattamento e nei giorni appena seguenti. La situazione ideale è infatti quella di una cute di colore normale, senza abbronzatura.
È inoltre consigliabile utilizzare come metodo depilatorio, nel mese che precede il trat- tamento laser, solo rasoio o creme depilatorie, evitando assolutamente cerette e pinzette, in modo tale che al momento del trattamento siano presenti nella loro sede i bulbi piliferi, vero bersaglio del raggio laser.

Evitare di utilizzare creme schiarenti poiché in tal modo si priverebbe il pelo del proprio bersaglio (pigmento). Evitare l’assunzione o l’applicazione locale di farmaci o prodotti cosmetici fotosensibilizzanti nei giorni che precedono il trattamento.

Dopo il trattamento vi può essere un leggero arrossamento e/o edema in corrispondenza della zona trattata che scompaiono entrambi nell'arco di qualche ora.

Chiamaci per informarti e prenotare, saremo felici di accoglierti.

Tel: +39 02 5751 5612
assago@cardeaspa.com

Tel: +39 02 5501 0117
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martedì 27 luglio 2010

Medicina Estetica - Centro Medico CARDEA di Lombroso




MEDICINA ESTETICA
Articolo a cura del Dott. Fabio Torsello
Medico Chirurgo Estetico
Centro Medico CARDEA di Lombroso

FILLERS
TOSSINA BOTULINICA
RIVITALIZZANTI
PEELING
LASER
LUCE PULSATA IPL
LIPOCAVITAZIONE
RADIOFREQUENZA





FILLERS

“Fillers” sono tutte quelle sostanze che possono essere iniettate nei tessuti superficiali del nostro organismo con lo scopo, puramente estetico, di riempire. Possiamo riempire solchi, avvallamenti o rughe. Possiamo riempire aree atrofizzate o creare sinuosità poco sviluppate come zigomi o labbra. Possiamo riempire zone traumatizzate quali le cicatrici atrofiche o aree con perdita di tessuto.

Indicativamente i fillers si suddividono in tre grandi famiglie: sostanze completamente riassorbibili come il collagene, acido ialuronico, acido polilattico, etc; sostanze permanenti come il poliacrilamide, idrossietilmetacrilato, idrossiapatite, etc; e sostanze parzialmente riassorbibili.

Ciascun prodotto trova migliore indicazione in alcune regioni anatomiche piuttosto che in altre e ognuno presenta vantaggi e limiti di utilizzo che vanno ponderati dalla paziente con il consiglio del medico di volta in volta.


TOSSINA BOTULINICA

Per capire l’utilità di questo prodotto dobbiamo pensare che le rughe della fronte e del contorno degli occhi sono vere e proprie linee di espressione in quanto rappresentano il segno delle continue contrazioni della muscolatura mimica sottostante. I movimenti dei muscoli del volto costantemente prodotti dalla nostra espressività facciale inducono una demarcazione di queste linee, soprattutto nella porzione superiore del volto, sino a definire vere e proprie “rughe” cutanee.


In virtù di queste considerazioni l’impiego della tossina botulinica in medicina estetica è evidente: il blocco della muscolatura mimica induce una progressiva regressione delle linee di espressione ed una logica scomparsa delle rughe. Le aree del volto che beneficiano maggiormente di questo trattamento sono la fronte ed il contorno degli occhi.



PEELING

Il peeling chimico è una tecnica impiegata per migliorare l’aspetto del mantello cutaneo. La procedura consiste nell’applicare sull’area di cute che intende trattare una soluzione chimica che ha potere abrasivo sulla pelle. Concentrazioni più o meno forti e sostanze differenti permettono al medico di regolare l’intensità del trattamento.

Quanto più la nostra terapia sarà aggressiva tanto più la cute di nuova generazione sarà levigata anche se è evidente che ad un trattamento più aggressivo seguiranno delle sequele post trattamento più impegnative. Dopo il trattamento, a seconda dell’intensità dello stesso, può residuare da un semplice rossore sino a vere e proprie crosticine destinate a cadere nell’arco di pochi giorni.

Le sostanze più frequentemente utilizzate per eseguire peelings chimici sono l’acido tricloracetico, l’acido glicolico, l’acido salicilico, l’acido retinico e il fenolo.

È un trattamento che si esegue in regime ambulatoriale lasciando postumi tanto più evidenti quanto più è invasivo. Le indicazioni principali all’impiego del peeling chimico sono le rughe epidermiche più superficiali, le macchie ipercromiche ed in genere tutti i segni dell’invecchiamento cutaneo.

LASER

Il termine LASER è un acronimo per “Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation” e sta ad indicare un raggio di luce dotato di particolari caratteristiche dipendenti dalla fonte energetica che lo ha generato e dall’intensità con la quale si propaga. Laser differenti trovano indicazioni terapeutiche differenti. In medicina estetica si utilizzano abitualmente laser ad erbium-CO2 , Dye laser, laser ad alessandrine, al rubino e laser al neodimio (Nd-Yag).

Le indicazioni principali sono il resurfacing cutaneo per donare nuova vitalità e lucentezza al mantello cutaneo eliminando le rughe epidermiche superficiali, le macchie ipercromiche, le cicatrici ipertrofiche e le lesioni vascolari. Risultati discreti si ottengono nel trattamento dei tatuaggi e per l’epilazione.

LUCE PULSATA

La luce pulsata ad alta intensità (dall'inglese Intense Pulsed Light - IPL) è un'apparecchiatura elettronica comunemente utilizzata per praticare trattamenti di fotodepilazione e fotoringiovanimento. Questo tipo di tecnologia ha iniziato il suo sviluppo dalla fine degli anni '90 ed è l'evoluzione del laser, da tempo impiegato a tale scopo.

Il vantaggio di questo tipo di tecnologia rispetto al laser sta nel fatto che essa consente di trattare aree più ampie, con maggiore sicurezza, versatilità e velocità di esecuzione. La luce pulsata è costituita da un accumulatore energetico e una speciale lampada in grado di generare un fascio di luce molto intenso che illumina la zona da trattare.

Uno specifico filtro ottico, eventualmente intercambiabile, previene ogni possibile danneggiamento della pelle da parte di raggi UV.


LIPOCAVITAZIONE

La cavitazione avviene quando un liquido è sottoposto in maniera adeguata ad ultrasuono, quando un'onda acustica passa attraverso un liquido, genera onde di espansione (pressione negativa) ed onde di compressione (pressione positiva).

Se l’intensità dell'ultrasuono è abbastanza alta, può causare di bolle di vapore nel liquido: la cavitazione, consiste quindi nella formazione di zone di vapore all'interno di un liquido, che poi collassano ed implodono.

La dinamica del processo è molto simile a quella dell'ebollizione. La principale differenza tra cavitazione ed ebollizione è che nell'ebollizione, le bolle si formano per aumento della temperatura dell’acqua.

Nella cavitazione invece è la pressione del liquido a scendere improvvisamente, mentre la temperatura e la pressione di vapore restano costanti. Per questo motivo la "bolla" da cavitazione resiste solo finché non esce dalla zona di bassa pressione idrostatica: appena ritorna normale la bolla implode sviluppando calore ed onde di pressione che possono essere estremamente intense.

Durante il trattamento, l'onda d'urto prodotta dall'implosione delle "bolle" di vapore all'interno del liquido interstiziale è in grado di colpire solo le cellule adipose: anche se il fascio di ultrasuoni viene diretto su un tessuto differente da quello adiposo, le cellule che costituiscono gli altri tessuti (muscoli, vasi ecc.) sono più resistenti e l'intensità dell'energia prodotta dall'implosione delle "bolle" non è in grado di danneggiarle.

Questo trattamento è indicato per le adiposità focalizzate, riucendone la quantità con visibili vantaggi estetici.

Per prenotare una visita con il nostro specialista:

tel: 02-5501 0117

e.mail: lombroso@cardeaspa.com




lunedì 26 luglio 2010

Vuoi fare parte dello staff CARDEA?

Stiamo selezionando persone per il posto di Reception-Back Office per il Centro Medico CARDEA di Assago. Uomo o donna, l'importante è che tu abbia le caratteristiche giuste per far parte del nostro Staff, fatto di persone positive, volenterose, impegnate a dare sempre il meglio di se.

Se sei motivata o motivato a fare parte dello staff CARDEA puoi inviare il tuo CV + foto tessera a: staff@cardeaspa.com e verrai messo in contatto con l'agenzia alla qualle abbiamo affidato questo delicato compito.

martedì 20 luglio 2010

Il Dentista risponde alle domande piu' frequenti


La nostra specialista in Odontoiatria Conservativa, Dott.ssa Donatella Franchina, risponde alle domande piu' frequenti che i nostri pazienti ci rivolgono. La condividiamo con voi a continuazione:


A QUALE ETÀ È CONSIGLIABILE FARE LA PRIMA VISITA ODONTOIATRICA?

È un pensiero comune che i denti da latte, poiché sono destinati a cadere, non abbiano bisogno di cure odontoiatriche. In realtà i denti da latte si cariano come quelli permanenti e possono anch'essi causare dolore e ascessi. Inoltre mantenerli sani è indispensabile per garantire una corretta evoluzione ed eruzione dei denti permanenti sottostanti.

Detto questo, in linea generale, la prima visita odontoiatrica andrebbe eseguita intorno ai 5-6 ANNI, sia per controllare lo stato di salute di tutti i denti (permanenti e non), gengive e mucose, sia per una prima valutazione della crescita scheletrica mascellare/mandibolare del bambino.
Tuttavia ritengo utile che il bambino cominci a familiarizzare con la figura medica dell'odontoiatra già da prima, verso i 3-4 anni. A questa età il bambino non è certo collaborante, ma insieme ai genitori è possibile eseguire un primo controllo, magari in maniera giocosa, e cominciare quindi un importante percorso di fiducia che porterà il bambino ad abituarsi gradualmente ad un nuovo ambiente medico, riducendo l'ansia e la paura che una prima visita d’urgenza, in presenza di dolore, provocherebbe rendendo estremamente difficoltosa qualsiasi terapia.

LA CARIE È CAUSA DI ALITOSI?

In realtà l'alitosi è un problema più complesso e generico in cui entrano in gioco numerosi fattori: disordini alimentari (diete o alimentazione irregolare), farmaci (ad esempio quelli che riducono la salivazione), presenza di placca e tartaro all'interno delle gengive, ecc. .

Pertanto le scarse condizioni di igiene orale, cui spesso si associa la presenza di numerose carie dentali, favoriscono tale condizione patologica, ma ciò è dovuto più che altro al fatto che all'interno delle cavità cariose vi è ristagno di cibo e quindi si producono fenomeni di fermentazione che causano un cattivo sapore in bocca.

COSA BISOGNA FARE IN CASO DI FRATTURA O DI PERDITA DI UN DENTE?

Se il dente presenta una frattura è necessario cercare e recuperare, se si può, il frammento mancante, poiché quest'ultimo può essere tranquillamente reincollato dal proprio dentista curante. Il frammento va conservato, nel frattempo, in SOLUZIONE FISIOLOGICA o LATTE.

Se invece il dente è uscito completamente dall'alveolo, cioè con tutta la radice, bisogna cercarlo, prenderlo dalla parte della corona, che è la parte del dente più bianca (mentre la radice è gialla), lavarlo sotto l'acqua corrente (se contaminato) e conservarlo in SOLUZIONE FISIOLOGICA, SALIVA o LATTE. Per il reimpianto del dente è fondamentale il TEMPO, pertanto bisogna rivolgersi al proprio odontoiatra entro le prime 2 ORE dal trauma.

COME FUNZIONA LO SBIANCAMENTO DEI DENTI?

Lo sbiancamento dentale rientra nella cosiddetta odontoiatria cosmetica e il suo obiettivo è il miglioramento dei denti per migliorare l'estetica del viso e del sorriso.
Questa metodica si realizza grazie all'azione di perossidi (di idrogeno e/o di carbamide) e di altri agenti sbiancanti che, attraverso lo smalto, raggiungono la zona di unione fra smalto e dentina determinando processi di ossidazione che degradano le molecole di pigmento. Il calore e/o la luce sono in grado di incrementare tale reazione chimica, per questo lo sbiancamento professionale, eseguito nello studio odontoiatrico con l'ausilio di speciali lampade, è da preferirsi a quello domiciliare, molto più lento (3-4 settimane). È una metodica non invasiva e di semplice esecuzione, ma va attentamente seguita e presenta alcune controindicazioni da valutare bene col proprio odontoiatra di fiducia.

LE VECCHIE OTTURAZIONI IN AMALGAMA (GRIGIE) SONO DANNOSE PER LA SALUTE?

Le vecchie otturazioni grigie sono costituite da amalgame d'argento contenenti tracce di mercurio, pertanto in passato è stata sollevata la questione che possano essere dannose per la salute del paziente. In realtà pur contenendo mercurio, se intatte all'interno della cavità dentale, non sono assolutamente dannose.

È più pericoloso smontare e rifare queste otturazioni piuttosto che lasciarle in sede, poiché le molecole di mercurio diventano dannose se inalate per via aerea, cosa che succede (seppur in quantità davvero irrisoria) quando si utilizzano le frese montate sugli apparecchi rotanti necessari all’odontoiatra per la rimozione delle otturazioni.
Poiché è lo stato gassoso del mercurio a essere pericoloso, non è assolutamente motivo di preoccupazione anche l'ingestione accidentale di frammenti di dette otturazioni.

PERCHÈ I DENTI DEVITALIZZATI ANDREBBERO SEMPRE RICOPERTI DA CAPSULE?

Un dente devitalizzato risulta molto più fragile di un dente sano e vitale poiché ha perso il nutrimento fisiologico dato dal tessuto pulpare (sangue e nervi) che attraversa le radici. In parole povere un dente devitalizzato è come se si DISIDRATASSE, pertanto il rischio di frattura dovuto ai carichi masticatori che normalmente mettiamo in atto (anche 50-100 kg) è più che raddoppiato per tali denti.

Ricoprirli con capsule in metallo-ceramica di fatto ANNULLA tale rischio e pertanto garantisce la permanenza, non solo estetica, ma anche funzionale di tali elementi dentali all’interno della bocca.


Speriamo che queste informazioni possano esserti d'utilità, e ti ricordiamo che la prevenzione, le visite periodiche di controllo e una corretta igiene orale è sempre la via migliore per evitare momenti dolorosi e costosi trattamenti.

Per ulteriori informazioni e per prenotazioni contattaci ai numeri:

+39 02 5751 5612 Centro Medico CARDEA di Assago
+39 02 5501 0117 Centro Medico CARDEA di Lombroso
www.cardeaspa.com

venerdì 9 luglio 2010

Arrivano le vacanze! Consigli dal dermatologo per non "lasciarci la pelle"



In vista dell’imminente arrivo delle tanto attese e desiderate vacanze, vogliamo condividere con te questi preziosi consigli dal nostro specialista in Dermatología Dott. Marco Ugolini per goderti l’estate nel rispetto e cura della tua pelle e quella dei tuoi figli.




Come posso avere una bella abbronzatura senza daneggiare la pelle?

L'abbronzatura più intensa e duratura e' quella che si ottiene gradualmente e con l'utilizzo di opportune protezioni solari.

Scottature ed eritemi solari, infatti, determinano come conseguenza un'esfoliazione cutanea più accentuata che si traduce in minore durata ed uniformità della pigmentazione cutanea. Non dimentichiamo che i raggi ultravioletti sono benefici se ci si espone con giudizio, divengono uno stress per la nostra pelle quando invece si superano determinate soglie individuali.

Come comportarsi con i bambini rispetto al sole?

La cute dei bambini e' molto delicata. Accanto allo svolgimento di un positivo ruolo nel favorire il corretto metabolismo della vitamina D, le radiazioni solari rappresentano una subdola minaccia per la cute dei nostri figli. Studi epidemiologici condotti negli USA hanno stimato che fino al 50% dell'esposizione solare totale della vita di un individuo avvenga prima dei 18-20 anni. Sono inoltre dimostrate:

- una diretta relazione tra la dose cumulativa delle radiazioni solari individuale ed il rischio di sviluppare tumori cutanei (non melanoma) in eta' adulta

- una stretta corrispondenza tra intense ustioni solari ripetute ed aumentato rischio di melanoma.

Da queste considerazioni si desume l'estrema importanza di un corretto approccio nei confronti dell'esposizione solare già nelle prime due decadi di vita.

Come scegliere la protezione adeguata?

Obiettivo della protezione solare e' quello di preservare la nostra cute dagli effetti nocivi delle radiazioni solari lasciandone filtrare solo una piccola ed innocua porzione. Maggiore e' l'eritema (inteso come arrossamento) che si sviluppa dopo l'esposizione solare e minore e' l'efficacia dello schermo solare utilizzato.

Ricerche epidemiologiche hanno permesso di ipotizzare che il rischio di sviluppo di tumori cutanei può essere ridotto del 78% con l'utilizzo sistematico di protezioni solari (SPF>15) nei primi 18 anni di vita.

Resta sottinteso che per i più piccoli la protezione da scegliere e' sempre quella massima (SPF 50+), per l'adulto questa e' da selezionare in base a fototipo ed alla quantità di tempo (libero e lavorativo) trascorso all'aria aperta.


Cosa fare dopo la esposizione al sole?

Come precedentemente accennato, le radiazioni ultraviolette possono rappresentare uno stress per la nostra cute. Dopo una lunga esposizione solare la pelle necessita di abbondante applicazione di creme emollienti ad effetto lenitivo. In caso di ustioni di primo grado può tornare utile l'applicazione di topici a base di cortisone al fine di lenire efficacemente la sintomatologia dolorosa spesso associata a tali situazioni.

Il rossore, più o meno intenso, che compare dopo una giornata al sole e' l'espressione diretta del superamento della soglia di UV che la nostra cute e' in grado di sopportare.

Cos'altro e' bene sapere prima di esporsi al sole?

Forse non tutti sanno che molti farmaci (sia assunti per bocca che applicati sulla cute) aumentano enormemente la sensibilità della nostra pelle ai raggi solari. Diversi antibiotici, farmaci antipertensivi, analgesici, antinfiammatori (la lista e' molto lunga....) sono spesso causa di "inspiegabili" ustioni solari comparse dopo brevi passeggiate all'aperto. Allo stesso modo molti gel antinfiammatori da applicare in sede di traumi e/o distorsioni hanno un vero e proprio effetto ustionante se combinati all'esposizione solare.

Anche profumi ed essenze profumate possono avere lo stesso effetto. E' per questo sconsigliabile applicare tali prodotti prima di esporsi all'aria aperta.

La consapevolezza di queste poche informazioni consente di affrontare con maggior serenità le tanto agognate vacanze estive, riducendo al minimo i rischi connessi a un'esposizione solare "senza regole".

Dott. Marco Ugolini

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